Redazione
26 Gennaio 2026
Logistica, Trend

Out Of Home Delivery in Italia: numeri, trend e opportunità per eCommerce e operatori logistici

L’eCommerce italiano continua a crescere, ma di conseguenza aumentano anche complessità operative, costi di ultimo miglio e aspettative dei consumatori. In questo scenario, l’Out Of Home delivery non è più solo un’alternativa alla consegna a domicilio, ma una vera e propria leva strategica per retailer e operatori logistici.

Nel 2025 il modello Out of Home è entrato in una nuova fase di maturità, e i dati lo confermano. Per chi opera nel mondo del retail digitale e nella logistica, comprenderne l’evoluzione rappresenta una scelta strategica. 

Significa ripensare la propria infrastruttura di consegna, valutare l’integrazione di Punti di Ritiro e Locker nei flussi di checkout e nei sistemi gestionali, ridefinire i costi di ultimo miglio e progettare un’esperienza di consegna coerente con le aspettative di flessibilità e controllo espresse dai consumatori. In altre parole, l’Out Of Home delivery non è solo un’opzione aggiuntiva, ma un elemento che incide direttamente su marginalità, conversion rate e competitività.

In questo articolo analizziamo lo stato dell’arte dell’Out Of Home delivery in Italia nel 2025, con un focus su Punti di Ritiro e Locker, dati di mercato, trend europei e impatti operativi per operatori logistici e merchant online. L’obiettivo è offrirvi una panoramica aggiornata sulle consegne fuori casa, sul ruolo delle Reti PUDO e sulle opportunità concrete per integrare l’Out of Home delivery nei sistemi eCommerce e nei modelli distributivi.

L’eCommerce italiano nel 2025: volumi, crescita e nuove abitudini di acquisto

Secondo l’edizione 2025 di Netcomm NetRetail, gli acquirenti online in Italia hanno raggiunto quota 34.9 milioni, pari all’82% degli utenti Internet italiani. Di questi, 25.9 milioni sono acquirenti abituali, ossia acquistano online almeno una volta al mese. 

Solo nel primo trimestre 2025 sono stati registrati 211 milioni di acquisti online, mentre il valore complessivo dell’eCommerce italiano è stato stimato in 88 miliardi di euro. Inoltre, l’online rappresenta ormai circa il 10% dei consumi complessivi delle famiglie italiane. 

Un altro dato rilevante riguarda la composizione degli acquisti: il 74.4% delle transazioni avvenute nel 2025 riguarda prodotti fisici. Questo significa una pressione crescente sulla logistica e, in particolare, sull’ultimo miglio.

In breve, di fronte a volumi in crescita, a una maggiore frequenza di acquisto e a un peso sempre più rilevante dei prodotti fisici, la domanda non è più se la logistica di ultimo miglio debba evolvere, ma come farlo in maniera sostenibile ed efficiente.

I limiti strutturali della consegna a domicilio

Consegne fallite e costi nascosti

Il modello door-to-door presenta inefficienze strutturali che incidono direttamente sui costi operativi. Secondo il report Out of Home Delivery in Europe 2025 di Last Mile Experts, infatti, in alcuni Paesi europei fino al 25% dei tentativi di prima consegna può fallire. 

Ogni consegna non riuscita comporta costi aggiuntivi significativi, oltre a impatti negativi su customer satisfaction e sostenibilità.

In un contesto di aumento dei costi del lavoro e pressione sui margini, la consegna a domicilio tende quindi a trasformarsi progressivamente in un servizio premium, non più economicamente sostenibile per tutte le categorie merceologiche.

Le aspettative dei consumatori: flessibilità prima di tutto

Sul fronte della domanda, anche le aspettative si stanno ridefinendo. Il Delivery & Returns Report 2024 di DHL evidenzia che il 48% degli shopper globali abbandona il carrello se non trova l’opzione di consegna preferita. Inoltre, il 37% vorrebbe poter scegliere uno slot orario o ricevere una finestra di consegna più precisa. 

Il messaggio è chiaro: offrire più opzioni di consegna non è più un servizio accessorio, ma un fattore che incide direttamente sul tasso di conversione.

Out of Home delivery: numeri e maturità del modello in Europa

Se l’Italia sta accelerando, l’Europa rappresenta oggi il laboratorio più avanzato dell’Out of Home.

Sempre secondo il report 2025 di Last Mile Experts, in Europa sono attivi complessivamente 646.480 punti OOH. Di questi, 462.080 sono PUDO e 184.400 sono Automated Parcel Machines (i Locker, appunto). 

Non si tratta più di Reti sperimentali, ma di infrastrutture capillari integrate nei sistemi dei principali operatori CEP (Courier, Express and Parcel). I grandi carrier europei gestiscono centinaia di migliaia di Punti di Ritiro fuori casa, segno di una trasformazione ormai strutturale del modello distributivo.

Efficienza operativa e sostenibilità: il vantaggio competitivo dell’OOH

L’Out of Home non è solo una risposta alla maggiore flessibilità richiesta dai consumatori, ma una leva di efficienza operativa.

Maggiore produttività nella consegna

In Polonia, per esempio (uno dei mercati più maturi), un corriere può consegnare fino a 1.500 pacchi al giorno presso i Locker durante i picchi stagionali, contro i 150/250 della consegna door-to-door. La differenza in termini di produttività è evidente.

(H4) Riduzione dell’impatto ambientale

Anche sul piano ambientale i benefici sono significativi. Le soluzioni Out of Home possono infatti contribuire a riduzioni delle emissioni di CO₂ fino all’82% per consegna grazie alla maggiore concentrazione delle consegne e alla riduzione dei tentativi falliti.

Impatti operativi per eCommerce e operatori logistici

Per eCommerce e operatori logistici, questo si traduce in:

  • minori costi per pacco consegnato;
  • maggiore prevedibilità dei flussi;
  • miglioramento degli indicatori ESG.

Italia: fase di accelerazione e nuove opportunità

Analizziamo ora lo stato dell’arte dell’Out of Home in Italia.

Il mercato italiano si trova in una fase di consolidamento dell’eCommerce e di progressiva adozione di modelli di consegna alternativi. 

Con 34.9 milioni di acquirenti online e una quota crescente di acquisti di prodotti fisici, la domanda di soluzioni flessibili è infatti destinata ad aumentare. Parallelamente, la multicanalità e l’integrazione dei touchpoint digitali influenzano sempre più il percorso di acquisto degli acquirenti. 

In questo scenario, l’Out Of Home delivery non rappresenta soltanto un canale alternativo alla consegna a domicilio, ma un vero abilitatore di modelli di business più evoluti. 

Evoluzione dell’omnicanalità

Sul fronte omnicanale, Locker e Punti di Ritiro permettono di superare il tradizionale click & collect legato esclusivamente al punto vendita fisico, estendendo la Rete di ritiro su scala urbana e nazionale. Questo consente ai retailer di offrire opzioni di ritiro più capillari e ai clienti di scegliere dove e quando ricevere o restituire un prodotto. Allo stesso modo, la presenza di Reti OOH diffuse facilita la gestione dei resi distribuiti, riducendo i costi di reverse logistics e semplificando l’esperienza post-vendita.

Espansione internazionale e cross-border

Per i merchant che operano su marketplace o vendono cross-border, l’Out Of Home diventa inoltre una leva strategica di espansione internazionale. L’accesso a reti di Locker e Punti di Ritiro già consolidate nei principali mercati europei permette di offrire modalità di consegna allineate alle abitudini locali, aumentando il tasso di conversione e riducendo le complessità operative.

Efficienza economica per marketplace e seller

Infine, dal punto di vista economico, la concentrazione delle consegne presso punti OOH consente una maggiore efficienza del giro di distribuzione, con un impatto diretto sul costo per pacco. Per marketplace e seller ad alto volume, questo significa poter contenere i costi di spedizione, preservare i margini e sostenere politiche di consegna competitiva senza compromettere la qualità del servizio.

Il passaggio cruciale, però, non è solo ampliare la Rete fisica, ma renderla interoperabile e facilmente integrabile nei sistemi eCommerce e nei TMS/WMS degli operatori.

Perché l’OOH è strategico per eCommerce e operatori logistici

L’adozione dell’Out of Home delivery risponde quindi a quattro driver principali:

  • Riduzione dei costi e maggiore marginalità: la concentrazione delle consegne e la diminuzione dei failed delivery migliorano la struttura dei costi;
  • Customer experience e conversion rate: offrire Locker e Punti di Ritiro come opzione di consegna aumenta la probabilità di completamento dell’acquisto:
  • Gestione dei resi: l’OOH abilita flussi di reverse logistics più semplici e scalabili, elemento chiave in settori ad alto tasso di reso come fashion ed electronics;
  • Scalabilità tecnologica: con Reti europee sempre più aperte e condivise il vero fattore differenziante diventa la capacità di integrare in modo semplice e rapido centinaia di migliaia di punti di ritiro nei propri sistemi.

In questo scenario, soluzioni tecnologiche come GEL Proximity in grado di connettere oltre 500.000 Punti di Ritiro e Locker in un’unica infrastruttura interoperabile rappresentano un acceleratore concreto per chi vuole evolvere la propria offerta logistica e integrare l’Out Of Home nei propri sistemi. 

Proprio per approfondire dati, trend e casi concreti di applicazione, questi temi saranno al centro del webinar “Tutti Pazzi per l’Out Of Home: la nuova era delle consegne eCommerce. Dati, trend e success case”, organizzato da Netcomm Academy e a cura di GEL Proximity, in programma il 29 gennaio.

Per chi opera nella logistica e nel commercio digitale, comprendere oggi il ruolo dell’Out of Home significa prepararsi a un mercato in cui flessibilità, efficienza operativa e integrazione tecnologica non sono più opzioni, ma prerequisiti competitivi.

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