Redazione
22 Settembre 2022
Trend

Quanto vale il mercato online del Second Hand

Nell’era della sostenibilità c’è una tendenza che non poteva che esplodere: si tratta del mercato dell’usato, la cosiddetta “Second Hand Economy”. Il mercato del Second Hand è infatti un modello economico che rientra nell’ottica di un’economia circolare e sostenibile, dal momento che si basa sul riutilizzo e riciclo di capi e materiali. 

Scopriamo quindi insieme quanto vale questo comparto e cosa dovremo aspettarci per il prossimo futuro.

Tutti i numeri del mercato del Second Hand

Secondo i dati dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da BVA Doxa per Subito, nel 2021 il mercato del Second Hand ha generato in Italia un valore economico di 24 miliardi di euro per un totale di quasi 23 milioni di consumatori che hanno fatto di questa formula di acquisto un’abitudine. E non è tutto. Secondo le stime della società Bcg Consulting, il mercato globale dell’usato crescerà ancora nei prossimi cinque anni con un incremento dal 15% al 20% l’anno. 

Il ruolo dell’online e dei canali eCommerce 

A trainare questo fenomeno c’è l’online che costituisce quasi il 50% del totale, passando dai 5,4 miliardi di euro nel 2014 agli 11,8 miliardi di euro nel 2021, con una crescita netta di 1 miliardo di euro all’anno. Dal 2014 al 2021 è cresciuta anche la percentuale di chi si rivolge all’online per acquistare usato (dal 30% al 70%) e di chi vende usato online (dal 45% al 72%), dal momento che i canali eCommerce sono ritenuti più rapidi (49%), pratici (41%) e in grado di offrire una scelta più vasta (43%). L’eCommerce ha quindi contribuito enormemente al boom di questo modello di consumo le cui parole d’ordine sono accessibilità, semplicità e convenienza, grazie anche alle numerose App che nel giro di pochi anni hanno iniziato a spopolare: Vinted, Depop, Vestiaire Collective, Poshmark, Subito e Zalando Second Hand sono solo alcune delle più celebri. Ma quali sono i prodotti più richiesti su queste piattaforme? 

I prodotti più venduti nel mercato del second hand

Secondo i dati di Statista, nel 2021 un italiano su due (49,5%) ha cercato libri su piattaforme online di seconda mano. Seguono capi di abbigliamento (35,3%), articoli di arredamento e per la casa (30,9%), videogames (23%), elettronica di consumo (22,6%), oggetti da collezione (22%), smartphone (21,9%), computer (19,2%), elettrodomestici (17,2%), gioielli e orologi (12,9%), strumenti musicali (10,6%), scarpe (8,8%), e-Readers e tablet (8,7%), prodotti cosmetici (3,5%) e, infine, prodotti per la cura della persona (2,9%).  

I prodotti più venduti nel mercato second hand. Fonte: Statista

L’acquirente tipo

I dati relativi agli “acquirenti tipo” di questo segmento di mercato ci dicono qualcosa di molto interessante. Sono infatti due le categorie di consumatori più vivaci in questo segmento. La prima è rappresentata dalla cosiddetta Generazione Z – che comprende coloro che appartengono alla fascia di età 18-24 anni -, più attenta alle tematiche ambientali e più attiva sui canali del social commerce. Per i nativi digitali, infatti, il canale online è il preferito per vendere (83%) e comprare (72%), mentre il mercato del Second Hand rappresenta non solo un modo intelligente e green per risparmiare (77%), ma anche per guadagnare (51%). 

Se però all’estero i giovani sono i più attivi in questo mercato, in Italia c’è anche un altro target, meno sospettabile, attivo nella compravendita dell’usato. Si tratta delle giovani famiglie con età compresa tra i 35 e i 44 anni che si scoprono essere le più propense al Second Hand (75%) con una spiccata preferenza per il canale online (47%). Possibilità di risparmiare (67%) e di liberarsi di oggetti che non si usano più (82%) sono le motivazioni principali che spingono le giovani famiglie verso questo mercato. Basti pensare che tra le categorie dell’usato, l’abbigliamento per bambini registra la crescita più rapida, tanto che secondo il 2021 Reuse Report pubblicato dalla società Mercari e Globaldata crescerà del 493% entro i prossimi dieci anni. 

Logistica sostenibile alla base del Second Hand 

Se sostenibilità e circolarità rappresentano alcuni degli elementi salienti di questo modello di business, un occhio di riguardo non può che essere riposto anche negli aspetti logistici. Come sappiamo, infatti, le spedizioni legate all’eCommerce hanno un notevole impatto ambientale, motivo per il quale si rende necessario pensare a soluzioni più green e in linea con i principi alla base del Second Hand Market. 

Il modello Vinted 

Vinted, per esempio, la piattaforma creata nel 2008 che consente di vendere e scambiare oggetti di seconda mano, ha recentemente lanciato Vinted Go, la sua società logistica che offrirà (per il momento nell’area parigina) una soluzione di pick-up drop-off (PUDO) con una propria rete di Lockers. Gli utenti potranno quindi scegliere, oltre alle opzioni delivery già presenti come la consegna presso Punti di Ritiro selezionati, questa nuova opzione di delivery che prevede la consegna presso gli armadietti automatici tramite furgoni elettrici. Una volta a regime, il progetto prevede di contare più di 40 corrieri e 200 mila punti di ritiro in tutta Europa. 

La soluzione di GEL Proximity 

La consegna tramite Locker e Punti di Ritiro permette infatti notevoli risparmi in termini di emissioni inquinanti rispetto alla più tradizionale home delivery. Lo sappiamo bene noi di GEL Proximity, il primo aggregatore di Punti di Ritiro con un Network di Prossimità composto da decine di migliaia di edicole, cartolerie, uffici postali, locker, tabaccai, negozi e stazioni di servizio già attivati sul territorio nazionale. GEL Proximity rappresenta infatti una soluzione più sostenibile al problema dell’inquinamento legato alla logistica, anche grazie al sistema di collecting dei pacchi. Ma non solo. L’utilizzo di Punti di Ritiro e Locker garantisce infatti il 100% delle consegne al primo tentativo, azzerando i viaggi a vuoto e riducendo costi ed emissioni di CO₂. 

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