I resi gratuiti, nell’eCommerce, sono spesso utilizzati come leva di marketing per incentivare gli acquisti. Eppure, nessuna spedizione è mai davvero gratuita. Dietro ogni reso si nasconde un costo economico significativo e un impatto ambientale rilevante. Ma chi paga realmente il conto dei resi? E quali sono le conseguenze per il settore logistico e per gli operatori?
In questo articolo, ti spieghiamo in modo chiaro e trasparente chi paga davvero per i resi eCommerce, ma soprattutto ti parliamo di un’alternativa pratica, sostenibile, e soprattutto subito disponibile.
Resi eCommerce gratis: una strategia di marketing
Sì, la frase “il reso è gratuito” è falsa. O meglio, uno stratagemma di marketing per sopperire a uno dei problemi principali dell’eCommerce: l’impossibilità di provare e toccare con mano un prodotto prima di acquistarlo. Quindi, in altre parole, dietro alla frase “il reso è gratuito” c’è questo messaggio: “Prendi il prodotto, provalo a casa, e se non ti piace ce lo rimandi indietro gratis”. O meglio, questo è il messaggio che passa al consumatore. La realtà è invece questa: “Prendi il prodotto, provalo a casa, e se non ti piace ce lo rimandi indietro a spese nostre”.
Cambia qualcosa per il cliente? Oggettivamente no. Per il cliente l’importante è non pagare il reso per un prodotto che, per qualunque motivo, non desidera tenere. Il tema, però, non è solo quella della trasparenza, ma di quello che ne consegue: essere trasparenti circa i costi dei resi e soprattutto su chi paga davvero quel costo ne vale la consapevolezza dei consumatori, e quindi la sostenibilità dell’intero sistema.
Spedizioni e resi gratuiti, consegne direttamente sulla porta di casa e altre pratiche poco sostenibili hanno certamente contribuito allo sviluppo dell’eCommerce, ma il risultato è stato anche il proliferare di abitudini di acquisto poco sostenibili e, nel mondo degli affari, un modello poco sostenibile prima o poi non funziona più.
Tradotto: le conseguenze negative si ripercuoteranno anche sui clienti stessi.
L’illusione dei resi gratuiti: chi sostiene il costo reale?
Ma quindi, chi paga davvero il costo di un reso? Quando un cliente restituisce un prodotto acquistato online, i costi si ripercuotono su diversi attori della filiera, tra cui:
- I venditori online (merchant), che devono coprire il costo della spedizione di ritorno, il controllo qualità, la gestione del magazzino e la perdita di valore dei prodotti resi. Secondo uno studio di Narvar, nel 2022 il costo medio per i retailer statunitensi per processare un reso, tra spese di spedizione, gestione del magazzino e ricondizionamento del prodotto, è stato di 33 dollari. Ma la perdita più grossa è quella del valore delle merci: circa il 45% dei prodotti resi non viene infatti rivenduto a prezzo pieno, e alcuni finiscono addirittura in liquidazione o distrutti. Per molti eCommerce, poi, specialmente quelli che operano con margini ridotti, i resi rappresentano una minaccia alla redditività. Questo ha portato molti brand (come Zara e H&M) a introdurre costi di reso per disincentivare il fenomeno e contenere le perdite.
- I corrieri e gli operatori logistici, che subiscono un aumento della pressione operativa e della complessità logistica, con un impatto diretto sui costi di gestione e sulle emissioni ambientali. La logistica inversa, che comprende le fasi di ritiro, smistamento e rielaborazione dei resi, è infatti ancora più costosa e complessa rispetto alla normale consegna.
- I consumatori, perché anche se il reso è “gratuito”, i prezzi finali dei prodotti tendono ad aumentare per compensare le perdite dovute ai resi. Inoltre, per ridurre e disincentivare i resi, alcuni retailer scelgono di eliminare opzioni come il pagamento posticipato o limitano gli acquisti multipli con reso gratuito. In altre parole, si riduce il livello di servizio per i clienti.
Resi gratuiti: pagano tutti, anche l’ambiente
Infine, non possiamo non menzionare il costo per l’ambiente della logistica inversa.
Secondo una ricerca di Optoro, i resi, solo negli USA, hanno generato 24 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 in un solo anno. Secondo Greenpeace, nei resi del settore fashion un capo restituito può percorrere fino a 10.000 km prima di essere reintrodotto nel mercato, o addirittura smaltito – le conseguenze le potete vedere qui – mentre il trasporto associato ai resi genera in media 2,78 kg di CO₂ per pacco. E il settore fashion è quello che genera più resi in assoluto.
Insomma, proprio “gratis” questi resi non sono. Il conto finale viene presentato a tutti, ma proprio tutti.
La domanda che resta ora da porci è la seguente: basta mettere i resi a pagamento? Basta che il cliente paghi la sua quota per risolvere il problema? Rispondere in maniera affermativa sarebbe troppo facile. I resi a pagamento disincentivano molti acquisti, perché i clienti, prima di procedere con l’ordine, valuterebbe con più attenzione il proprio acquisto. Questo potrebbe danneggiare gli store online e la crescita dell’eCommerce in generale.
Inoltre, l’impatto ambientale della logistica inversa rimarrebbe lo stesso.
Esiste però una soluzione che può aiutare in maniera significativa a far fronte al problema. Come? Riducendo i costi per i resi, rendendoli così più accettabili per i clienti e più sostenibili per i merchant, e abbattendo l’impatto ambientale della reverse logistics.
Consegne out of home: Locker e Punti di Ritiro per ridurre i costi dei resi
L’utilizzo di Locker e Punti di Ritiro è una soluzione sempre più adottata dagli store online e apprezzata dai consumatori che consente di contenere i costi dei resi, renderli più sostenibili e anche più efficienti.
Locker e Punti di Ritiro offrono infatti diversi vantaggi, tra cui:
- Ottimizzazione della logistica inversa: concentrando i resi in punti strategici, si riduce il numero di ritiri a domicilio e si ottimizza il trasporto dei pacchi.
- Riduzione delle emissioni di CO2: il consolidamento delle spedizioni in un unico punto di ritiro riduce il traffico e le emissioni legate ai resi.
- Maggiore comodità per i clienti: i Locker e i Punti di Ritiro offrono orari flessibili per il ritiro e il reso, rendendo la gestione dei resi più semplice e veloce.
- Minore pressione sui corrieri: evitando i ritiri frammentati, riducono la complessità operativa e i costi di gestione della logistica inversa.
A tutti questi punti si aggiunge il tema più importante: quello dei costi, che, come abbiamo visto, sono la ragione alla base della strategia di marketing legata ai “resi gratis”. Grazie ai Locker e ai Punti di Ritiro, infatti, i costi dei resi vengono abbattuti in maniera significativa, con evidenti vantaggi sia per i merchant che per i consumatori.
Secondo il Tembi Delivery Index February 2025 che confronta il prezzo medio delle consegne (quindi indicativamente anche per un ritiro a casa) presso Locker e Home delivery nei paesi del nord Europa (Svezia, Danimarca, Finlandia, Lituania, Norvegia, Estonia e Lettonia), il prezzo per una consegna a casa è pari a 8,66 euro nel 2025. Al contrario, il costo per il ritiro presso un Locker è, in media, di 5,04 euro nel 2025. In altre parole, spedire e ritirare gli ordini online presso Locker e Punti di Ritiro costa il 41,8% in meno rispetto all’Home delivery.
Questo senza contare il risparmio in termini di tempo, organizzazione logistica e carburante e, ovviamente, i vantaggi in termini di customer experiences e brand image. I clienti, infatti, grazie ai Locker e ai Punti di Ritiro possono godere di un’opzione di ritiro più flessibile, adattabile alle proprie esigenze. In altre parole, si offre un servizio più pratico, meno costoso e più sostenibile, mentre il brand ci guadagna anche in termini di fidelizzazione e immagine.
Se è vero, come abbiamo detto all’inizio di questo articolo, che i “resi gratis” non sono altro che una strategia di marketing alla lunga poco sostenibile, è altrettanto vero che anche integrare Locker e Punti di Ritiro al proprio store online rappresenta per i merchant e gli eCommerce manager una strategia di marketing molto più efficace nel lungo periodo, e soprattutto sincera.
Vuoi integrare subito Locker e Punti di Ritiro al tuo store online! Continua a leggere e scopri come fare!
GEL Proximity, un servizio di reso semplice e sostenibile
GEL Proximity ti consente di gestire i resi del tuo store online in modo semplice e rapido tramite una tecnologia personalizzabile e facilmente accessibile.
Grazie alla soluzione di Reverse ideata da GEL Proximity puoi infatti ottimizzare i costi di recupero complessivi, ridurre i costi tecnologici e di manutenzione grazie a una sola integrazione, sostenere l’ambiente con ritiri certi al 100% della merce resa, semplificare il processo e l’esperienza di reso dei tuoi clienti, creare automatismi per le operazioni di prenotazione del Punto di Reso, impostare logiche personalizzate per l’emissione e la stampa dell’etichetta e monitorare il comportamento dei clienti grazie agli Analytics di Reverse.
Ti basterà attivare il tuo portale in piattaforma per iniziare a usufruire del servizio senza la necessità di integrazioni, oppure puoi utilizzare le API di Reverse per integrare la tecnologia open source di GEL Proximity a tuo piacimento.
Cosa aspetti? Offri subito ai tuoi clienti la migliore esperienza di reso in Prossimità, riduci i tuoi costi di gestione dei resi e il loro impatto ambientale!