Redazione
1 Settembre 2021
Marketing

Tre idee originali e innovative per un packaging sostenibile

Quando parliamo di sostenibilità, oggi, parliamo di affari. Inutile negarlo, sempre più utenti sono attenti alla tematica e sono disposti a mandare all’aria un acquisto se questo non dimostra di rispettare determinate caratteristiche in termini di impatto ambientale e sociale.

Solo in Italia, per esempio, il 36% dei consumatori dichiara di aver smesso di acquistare alcuni prodotti e servizi a causa del loro impatto negativo sull’ambiente o sulla società e il 30% dichiara di evitare prodotti con imballaggi di plastica.

Proprio la plastica, è noto, è uno dei materiali più utilizzati per imballare i prodotti acquistati online e da recapitare nelle case dei consumatori, ma ciò non significa che non esistano soluzioni altrettanto valide – se non migliori – e soprattutto meno impattanti dal punto di vista ambientale.

I vantaggi di un packaging sostenibile

Lavorare sulla sostenibilità di un imballaggio significa lavorare su diversi aspetti, tra cui:

  • La riciclabilità e la rinnovabilità dei materiali
  • Il minor uso di materia prima attraverso una riduzione delle dimensioni e del peso
  • La compostabilità del prodotto
  • La semplificazione del sistema di imballo
  • La facilità di separazione dei materiali
  • Il riutilizzo del prodotto finito

Prestare attenzione al materiale con il quale si confezionano e spediscono i propri prodotti, non solo garantirà un vantaggio in termini ambientali, ma anche e soprattutto in termini di immagine e di reputazione per le realtà eCommerce che ne fanno uso (con ritorni non indifferenti anche in termini di business).

Tre idee innovative per un packaging sostenibile

Ecco dunque tre tra le migliori – nonché originali e innovative – alternative alla plastica per l’imballaggio di un prodotto.

1. Packaging idrosolubile: si tratta di un composto polivinilico non tossico e biodegradabile al 100% realizzato in PVA. Recenti studi hanno dimostrato che questa tipologia di imballaggio si dissolve in acqua in soli 10 secondi, in maniera dunque del tutto rapida e non inquinante.

2. Packaging in bioplastica: la bioplastica è una tipologia di plastica che può essere biodegradabile e compostabile e/o a base biologica, cioè derivare ad esempio da frumento, mais e barbabietola. Le bioplastiche attualmente sul mercato sono composte prevalentemente da farina o amido di mais, grano o altri cereali e costituiscono parte del compost creato dagli impianti di compostaggio industriale, cioè concime fertilizzante utilizzabile in agricoltura.

3. Packaging ottenuto dagli scarti vegetali: si tratta più nello specifico di carta riciclabile ottenuta dagli scarti di lavorazione di alcuni legumi, lavorazione che tra l’altro rende questa tipologia di packaging idonea per il contatto con gli alimenti (elemento da non sottovalutare considerando anche il boom del Food delivery di cui abbiamo parlato anche qui). L’imballaggio risulta quindi essere al 100% riciclabile (se la confezione è composta anche da inchiostri ecologici).

Dopo l’imballaggio, la spedizione

Una volta selezionato il packaging più idoneo alle diverse esigenze, il prodotto finito e imballato è pronto per essere spedito. Come? In maniera quanto più “green” possibile, naturalmente, per non vanificare gli sforzi compiuti alla ricerca di una soluzione il meno impattante possibile.

Un’alternativa al classico modello di home delivery, per esempio, è l’utilizzo dei Punti di Ritiro e dei Lockers per le consegne last mile.

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