Redazione
29 Giugno 2026
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Recesso online obbligatorio dal 19 giugno: cosa cambia per gli eCommerce e come semplificare la gestione dei resi

Dal 19 giugno 2026 è entrata in vigore una novità destinata ad avere un impatto concreto sul commercio elettronico: tutti gli eCommerce che vendono ai consumatori devono mettere a disposizione una funzione digitale che consenta di esercitare il diritto di recesso direttamente online, in modo semplice, immediato e facilmente accessibile. La novità deriva dal recepimento della Direttiva europea 2023/2673 e introduce nel Codice del Consumo il nuovo articolo 54-bis.

Negli ultimi giorni si è parlato molto di “pulsante di recesso”. In realtà, la norma non impone un pulsante nel senso grafico del termine, ma richiede una procedura digitale che accompagni il consumatore nell’esercizio del diritto di recesso e che si concluda con una conferma automatica della richiesta.

Per gli operatori dell’eCommerce, però, la vera domanda è un’altra: cosa succederà quando esercitare il recesso diventerà ancora più semplice?

Recesso online: cosa prevede il nuovo obbligo per gli eCommerce

Il diritto di recesso, di fatto, non cambia. I consumatori continuano ad avere, nella maggior parte degli acquisti online, 14 giorni di tempo per ripensare all’acquisto e comunicare la propria decisione senza dover fornire motivazioni.

A cambiare è la modalità con cui questo diritto può essere esercitato.

Dal 19 giugno, gli eCommerce devono infatti rendere disponibile una funzione digitale facilmente individuabile che permetta al cliente di:

  • identificare il contratto o l’ordine da cui desidera recedere;
  • confermare i dati necessari per la richiesta;
  • inviare il recesso direttamente attraverso il sito o l’app;
  • ricevere una conferma della richiesta su un supporto durevole, ad esempio via e-mail, con data e ora della trasmissione.

L’obiettivo della normativa è di eliminare quei percorsi complessi o poco trasparenti che, fino a oggi, rendevano spesso più difficile annullare un acquisto che effettuarlo.

Recesso più semplice significa più resi?

È una domanda che molti merchant si stanno ponendo.

Ad oggi, non esistono ancora dati che dimostrino quale sarà l’impatto della nuova normativa sui volumi di reso. Tuttavia, è ragionevole aspettarsi che una procedura più semplice e immediata favorisca un maggiore utilizzo del diritto di recesso da parte dei consumatori.

Per gli eCommerce questo significa che il tema non riguarda soltanto la conformità alla normativa, ma anche la capacità di gestire in modo efficiente il flusso dei resi.

Perché ogni reso ha un costo.

Richiede organizzazione, movimentazione della merce, comunicazioni con il cliente, gestione logistica e tempi di rimborso. Se questi processi non sono ottimizzati, il rischio è che l’aumento dei resi si traduca rapidamente in un incremento dei costi operativi e in un peggioramento della customer experience.

Recesso online obbligatorio: perché gli eCommerce devono ripensare la gestione dei resi

Negli ultimi anni il reso è passato dall’essere un semplice servizio post-vendita a una componente strategica dell’esperienza d’acquisto.

Un processo di reso efficiente contribuisce infatti ad aumentare la soddisfazione del cliente, ridurre il carico sul customer care, ottimizzare i costi logistici, velocizzare il rientro della merce in magazzino e, infine, migliorare la sostenibilità delle operazioni.

In altre parole, la gestione dei resi non rappresenta più soltanto un costo da contenere, ma un’opportunità per differenziarsi rispetto ai competitor.

Come gestire i resi dopo il recesso online obbligatorio con GEL Proximity

È proprio in questo contesto che l’Out-of-Home delivery può fare la differenza.

Grazie a GEL Proximity, gli eCommerce possono offrire ai propri clienti una modalità di reso più semplice, flessibile ed efficiente, sfruttando un’unica integrazione per accedere a una rete capillare di oltre 500.000 PUDO e Locker in Italia e in Europa.

Per il consumatore, significa poter scegliere il Punto di Ritiro o il Locker più comodo, senza dover attendere il passaggio del corriere a domicilio e potendo effettuare la restituzione quando e dove preferisce.

Per il merchant, significa rendere più efficiente tutta la gestione della reverse logistics, con benefici concreti in termini di costi operativi, organizzazione e qualità del servizio.

Reso tradizionale o reso Out-of-Home: cosa cambia

Con il ritiro a domicilio, il cliente deve spesso concordare una fascia oraria con il corriere oppure attendere il suo passaggio. Se il ritiro non va a buon fine, è necessario riprogrammare l’operazione, con un conseguente aumento di tempi e costi.

Il reso Out-of-Home segue una logica diversa.

Il cliente consegna il pacco presso il Punto di Ritiro o il Locker che preferisce, negli orari più compatibili con le proprie esigenze. Di conseguenza, il merchant beneficia di una gestione più organizzata dei flussi logistici e di un processo generalmente più efficiente.

È quindi un modello che unisce flessibilità per il consumatore ed efficienza per l’operatore.

Recesso online obbligatorio: come trasformare un obbligo in un vantaggio competitivo

L’introduzione della nuova funzione di recesso rappresenta prima di tutto un adeguamento normativo, ma per gli eCommerce può diventare anche l’occasione per ripensare l’intero processo di gestione dei resi.

Semplificare il recesso significa inevitabilmente dare maggiore attenzione alla fase successiva: quella della restituzione del prodotto. Ed è proprio qui che una soluzione come GEL Proximity può aiutare i merchant a trasformare un obbligo di legge in un servizio più efficiente, sostenibile e apprezzato dai clienti.

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