Redazione
3 Giugno 2022
Logistica, Resi

Reverse Logistics: come cambiano le politiche di reso eCommerce

Nel 2022, come ci ha raccontato Valentina Pontiggia, Direttore Osservatori eCommerce B2c e Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano, gli acquisti online degli italiani cresceranno ulteriormente del +14% raggiungendo quota 45,9 miliardi di euro

A tale crescita corrisponde però anche l’aumento di un altro fenomeno: quello della reverse logistics, ossia i prodotti che una volta consegnati al cliente, per i più svariati motivi, devono fare il percorso inverso per essere riconsegnati al mittente.

Il costo della Reverse Logistics

Come abbiamo raccontato anche qui, una buona politica di reso è fondamentale per fidelizzare i propri utenti e incentivarli ad acquistare aumentando le conversioni, ma i rischi per la sostenibilità dell’intero sistema, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale ed economico, sono elevatissimi

Basti pensare che secondo i dati dalla National Retail Federation il tasso di reso delle vendite online è pari in media al 30% (dati confermati anche dalle analisi di ReBound secondo cui viene restituito un articolo su tre) con un costo per i rivenditori stimato intorno ai 12,50 euro per reso. La reverse logistics costa quindi circa il 59% del prezzo di vendita originale dell’articolo, mentre per l’ambiente il prezzo da pagare è ancora più caro. Secondo l’analisi di Optoro, infatti, l’impatto dei resi in termini di trasporto è calcolato in 15 milioni di tonnellate di emissioni di CO. 

Il cambio di passo dei colossi dell’eCommerce

Per tutti questi motivi, molti brand, dopo aver investito inizialmente in politiche di reso gratuite per incentivare i propri clienti all’acquisto, stanno cambiando direzione introducendo un contributo economico da parte dell’utente per ogni reso effettuato.  

Tra i grandi colossi dell’eCommerce che hanno già intrapreso questa strada troviamo Zara, che ha introdotto il reso a pagamento al costo di €4.95, Uniqlo, il cui costo per i resi effettuati mediante servizio postale è di €2.95 e Amazon, le cui spese di restituzione partono da €4 e variano a seconda di quantità, dimensioni e peso degli articoli. 

Per quanto riguarda Zara, per esempio, la commissione di restituzione viene detratta direttamente dall’importo totale rimborsato al cliente e, al momento, non riguarda gli acquisti effettuati online ma restituiti nei punti vendita del mercato o regione in cui il cliente ha effettuato l’acquisto iniziale. 

L’esperienza di acquisto online è quindi inevitabilmente – e giustamente – destinata a cambiare nell’ottica di una sempre maggiore consapevolezza dell’impatto delle proprie scelte sulla sostenibilità economica, sociale ed ambientale dell’intero settore. 

Due soluzioni per rendere più sostenibile la reverse logistics

1. Realtà Aumentata

Le nuove tecnologie, come abbiamo raccontato anche qui, possono però correre in aiuto sia dei consumatori che dei brand. Grazie alla Realtà Aumentata, per esempio, è oggi possibile dare vita a dei veri e propri camerini virtuali, in cui l’utente può provare virtualmente un prodotto prima di procedere all’acquisto. In questo modo, si riduce quindi il rischio di effettuare un acquisto sbagliato e, di conseguenza, anche il numero dei resi. 

2. Soluzioni logistiche di Prossimità

Qualora il reso si renda indispensabile, serve però garantire una catena logistica di ritorno quanto più sostenibile possibile. Una soluzione plausibile è quella che vede protagonisti Locker e Punti di Ritiro presso cui un utente può recarsi per consegnare il prodotto senza che sia il corriere a provvedere al ritiro direttamente a casa. Una soluzione in grado di conciliare perfettamente due diverse esigenze del cliente e con le quali i brand stanno facendo i conti: la sempre maggiore sostenibilità da una parte, e la flessibilità dall’altra; tanto che il 23% dei consumatori ha dichiarato di essere ben disposto a usufruire di Locker e Punti di Ritiro per effettuare i propri resi.

Nonostante ciò, c’è da sottolineare che molti brand ancora non usufruiscono di questa soluzione tanto apprezzata sia dagli utenti che dall’ambiente. Eppure, integrarli al proprio canale di vendita online è davvero semplicissimo grazie a GEL Proximity.

Come integrare i Punti di Ritiro per eCommerce

La nuova tecnologia sviluppata da GEL Proximity permette di integrare migliaia di soluzioni logistiche di prossimità su tutto il territorio nazione, anche per i resi, garantendo la massima praticità anche ai clienti che dovranno così semplicemente inserire i propri dati nella pagina dedicata, scegliere il punto di consegna per loro più comodo, stampare l’etichetta da apporre sul pacco e procedere con il reso. 

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