Redazione
26 Ottobre 2026
Logistica

Fermo dell’autotrasporto nel Sud Italia: gli effetti sulle consegne eCommerce e sull’ultimo miglio

Le mobilitazioni degli autotrasportatori che nelle ultime settimane hanno interessato diverse regioni del Sud Italia hanno richiamato l’attenzione sul tema della sostenibilità economica del trasporto merci, un servizio da cui dipende anche l’operatività quotidiana degli eCommerce. 

Il caro gasolio e le difficoltà denunciate dalle imprese del settore riguardano infatti una filiera nella quale i collegamenti tra magazzini, centri di smistamento e reti di distribuzione rendono possibile ogni consegna. È proprio lungo questi collegamenti che si trasmettono gli effetti dei fermi, con ripercussioni sui ritiri presso i merchant e sull’arrivo dei pacchi alle filiali locali. 

Per comprendere cosa sta accadendo occorre quindi guardare sia alle ragioni della mobilitazione, sia al modo in cui i fermi si ripercuotono sulla distribuzione delle merci, dai ritardi nelle spedizioni alla gestione degli arretrati alla ripresa delle attività. 

Una volta ripristinati i collegamenti, la capacità delle reti locali di gestire gli arrivi sarà infatti decisiva per completare le consegne e recuperare i ritardi. È su questo tratto della filiera, l’ultimo miglio, che Locker e Punti di Ritiro possono offrire un contributo concreto. 

Fermo dell’autotrasporto nel Sud Italia: cosa sta accadendo

Il caro gasolio e la difficoltà di sostenere i costi operativi sono al centro delle proteste che hanno interessato diverse regioni meridionali nelle ultime settimane. In Sicilia, dove il fermo è iniziato il 16 ottobre, alle richieste sul carburante si sono aggiunte quelle sui costi dei collegamenti marittimi, che incidono sul trasporto delle merci da e verso l’isola.

La mobilitazione ha seguito percorsi differenti nei territori coinvolti. Dopo il confronto con il Governo del 20 ottobre, i rappresentanti siciliani hanno revocato il fermo, mentre in altre aree del Mezzogiorno le proteste sono proseguite. Il confronto ha riguardato anche lo sblocco degli aiuti per il gasolio e ulteriori misure a sostegno delle imprese.

Le rivendicazioni riguardano un nodo strutturale della filiera: la possibilità, per le aziende di autotrasporto, di garantire il servizio coprendone i costi. Le interruzioni hanno reso evidente quanto rapidamente le difficoltà del settore possano ripercuotersi sugli approvvigionamenti e sulle attività che dipendono dalla movimentazione quotidiana delle merci.

Come il fermo delle merci si ripercuote sulle consegne eCommerce

Una spedizione eCommerce attraversa più passaggi prima di arrivare al destinatario finale. Dopo il ritiro presso il venditore, il pacco viene smistato e trasferito attraverso la rete del corriere fino alla filiale che organizza la consegna locale. Un’interruzione lungo questo percorso può impedire agli operatori incaricati della distribuzione locale di ricevere le merci da consegnare, anche quando il servizio nella città di destinazione resta operativo.

Gli effetti si manifestano in entrambe le direzioni. Un negozio online situato in un’area interessata dai fermi può incontrare difficoltà ad affidare gli ordini al corriere; allo stesso modo, un merchant che spedisce da una regione non direttamente coinvolta può riuscire a far partire i pacchi, ma senza che questi raggiungano nei tempi previsti i clienti del territorio interessato dai fermi.

La sede del venditore, quindi, non basta a determinare l’esposizione al disservizio. Contano i collegamenti utilizzati, i nodi attraversati e l’operatività delle filiali. Anche cambiare corriere può avere un’utilità limitata se gli operatori incontrano lo stesso ostacolo lungo il tragitto.

Per gli eCommerce, al ritardo si possono aggiungere richieste di assistenza da parte dei clienti, cancellazioni degli ordini e difficoltà nella gestione dei resi. Il lavoro, quindi aumenta e si complica anche quando il pacco resta fermo, dal momento che occorre ricostruirne lo stato e fornire al cliente informazioni coerenti con quanto accade nella rete.

La ripartenza mette sotto pressione anche l’ultimo miglio

La ripresa dei collegamenti non coinciderà necessariamente con il ritorno immediato ai normali tempi di consegna. I pacchi rimasti fermi dovranno infatti essere smistati e distribuiti insieme alle nuove spedizioni, che continueranno ad alimentare la rete. Gli impianti e le filiali locali potrebbero quindi trovarsi a gestire volumi superiori alla propria capacità giornaliera, con un conseguente allungamento dei tempi di lavorazione. Il recupero dipenderà quindi dalla quantità di arretrati e dalle risorse disponibili per assorbirli, dai turni nei centri di smistamento ai mezzi e al personale impiegati nei giri di consegna.

È un rischio operativo da considerare nella pianificazione della ripartenza. Gli impianti devono recuperare lo smistamento, le filiali organizzare i giri e gli addetti completare le consegne con mezzi e ore disponibili. Se il numero di pacchi in arrivo supera quello che la filiale riesce a consegnare ogni giorno, le spedizioni possono accumularsi nei magazzini locali in attesa di essere inserite nei giri di distribuzione. La ripresa dei trasferimenti tra regioni permette quindi alle merci di avvicinarsi alla destinazione, ma il recupero dei ritardi richiede che anche la rete locale riesca ad assorbire i volumi in ingresso.

In questa fase, la possibilità di recuperare i ritardi dipende anche da quante consegne gli operatori riescono a completare in ogni giro. Raggiungere indirizzi distanti tra loro richiede più tempo, mentre l’assenza del destinatario può rendere necessario un secondo passaggio, impegnando mezzi e personale anche nei giorni successivi. Concentrare più pacchi presso una stessa destinazione e ridurre i tentativi falliti può quindi aiutare la rete locale a smaltire gli arretrati con le risorse disponibili.

Il contributo di Locker e Punti di Ritiro nella distribuzione locale

Anche le consegne presso Locker e Punti di Ritiro richiedono che i pacchi vengano ritirati, smistati e trasferiti fino alla filiale di destinazione. Se un fermo interrompe uno di questi passaggi, la scelta di una consegna Out-Of-Home non permette, da sola, di superare l’interruzione, dal momento che le merci devono comunque raggiungere la rete locale prima di poter essere recapitate. 

Il contributo di queste strutture emerge però nella fase di distribuzione, quando la possibilità di raggruppare più spedizioni presso un unico punto può agevolare il lavoro degli operatori, anche durante il recupero degli arretrati.

Concentrare le consegne e ridurre i tentativi a vuoto

Il principale e più evidente vantaggio è che consegnare più spedizioni presso uno stesso Punto di Ritiro o Locker permette di raggruppare una parte delle destinazioni. Il corriere può quindi completare il servizio con un’unica sosta, anziché raggiungere separatamente ogni abitazione.

Il ritiro viene inoltre svincolato dalla presenza del destinatario al momento dell’arrivo del mezzo. Il cliente passa successivamente, entro i termini previsti e secondo gli orari di accesso, riducendo l’esposizione ai tentativi di consegna falliti per assenza del destinatario, che richiederebbero ulteriori passaggi.

Quando ci sono arretrati da smaltire, questi meccanismi possono aiutare a utilizzare meglio la capacità disponibile. Tuttavia, il risultato dipende comunque dalla quota di spedizioni destinata alla rete Out-Of-Home, dalla posizione delle strutture e dalla loro integrazione nei giri del corriere.

Capacità disponibile e accessibilità determinano il servizio

La capacità di Locker e Punti di Ritiro di assorbire un aumento delle consegne dipende dagli spazi disponibili e dalla rapidità con cui tornano liberi. In un Locker, ogni pacco occupa un comparto fino al ritiro da parte del destinatario; inoltre, la presenza di celle vuote non garantisce che siano delle dimensioni adatte alle spedizioni in arrivo. Allo stesso tempo, nei negozi che offrono il servizio PUDO la capacità dipende dallo spazio destinato ai pacchi e dal personale che deve riceverli, custodirli e consegnarli ai clienti, conciliando queste operazioni con l’attività ordinaria.

Durante il recupero degli arretrati, un afflusso concentrato di spedizioni può quindi saturare alcune strutture, soprattutto se i tempi di ritiro si allungano. Per organizzare al meglio le consegne occorre quindi conoscere la disponibilità effettiva dei punti e monitorare le giacenze. Anche la comunicazione al destinatario ha una funzione operativa: notifiche tempestive ai destinatari finali, scadenze chiare e indicazioni sugli orari di accesso favoriscono il ritiro, liberando spazio per i pacchi successivi.

Poter contare su più strutture amplia le possibilità di distribuzione, purché siano servite dai corrieri coinvolti e la loro disponibilità sia verificabile. La capacità di gestire un picco dipende quindi da quanti punti risultano concretamente utilizzabili, da dove si trovano e da come vengono coordinati gli arrivi rispetto allo spazio che si libera.

Tempi di consegna attendibili, anche durante i disagi

Per un eCommerce, affrontare un’interruzione dei trasporti come quella che si sta verificando in queste settimane richiede innanzitutto di adeguare le promesse fatte ai propri clienti al servizio realmente disponibile. Gli aggiornamenti sulle aree interessate e sui servizi disponibili devono quindi tradursi in stime attendibili al checkout e in comunicazioni tempestive per gli ordini già effettuati.

Anche le opzioni Out-Of-Home vanno proposte sulla base della loro effettiva operatività, ma quel che è certo è che integrarle stabilmente permette di pianificare una distribuzione più flessibile, utile sia nei periodi ordinari sia quando occorre recuperare un accumulo di consegne.

Le mobilitazioni di queste settimane stanno così riportando l’attenzione su due esigenze collegate: da una parte, la possibilità per le imprese di autotrasporto di sostenere i costi del servizio; dall’altra, la capacità delle reti locali di distribuire le merci in modo efficiente. Migliorare l’ultimo miglio significa intervenire su questo secondo fronte, tenendo presente che ogni consegna dipende dalla continuità dei collegamenti che la precedono.

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