Aggiungere servizi aumenta il valore di una rete di locker, oppure rischia di occupare lo spazio necessario a consegne e resi? La domanda nasce da alcune recenti notizie che hanno catturato la nostra attenzione. Per esempio, a luglio di quest’anno Bpost ha introdotto in Belgio Bbox Rent & Store, un servizio che permette a chiunque di affittare uno scomparto dei suoi parcel locker per custodire oggetti personali o lasciarli a un’altra persona.
Per chi gestisce una rete Out-Of-Home si tratta certamente di una possibilità interessante, offrire nuovi servizi e generare entrate aggiuntive attraverso un’infrastruttura già presente sul territorio. Una rete nata per gestire i pacchi può così rispondere anche ad altre esigenze quotidiane, dal deposito temporaneo allo scambio di oggetti. Lo spazio disponibile, però, resta lo stesso, e utilizzi diversi comportano anche tempi di occupazione diversi che devono trovare posto accanto ai flussi delle consegne e dei resi eCommerce (in costante crescita).
La sfida, dunque, è capire quali servizi possono convivere e come coordinarli affinchè l’ampliamento dell’offerta porti benefici anche a chi utilizza la rete per spedire, ritirare e restituire i propri acquisti.
Parcel locker per gli scambi di bene tra persone: il precedente di InPost
L’uso della rete esistente di parcel locker per lo scambio di beni tra privati, in realtà, ha dei precedenti.
Già nel 2020 InPost aveva introdotto in Polonia Podaj Dalej, un servizio che permetteva di depositare e ritirare una spedizione nello stesso locker.
L’idea alla base del servizio risponde a un’esigenza precisa: lasciare un oggetto a qualcuno senza dover concordare un appuntamento. In pratica, una persona deposita il pacco e un’altra passa a ritirarlo quando le è più comodo. Il locker diventa così il punto in cui avviene lo scambio, senza che sia necessario trasportare il pacco verso un’altra destinazione.
L’aspetto interessante, quindi, è come una rete già utilizzata per le spedizioni possa offrire anche un servizio locale, sfruttando la posizione degli armadietti e la possibilità, per utenti diversi, di accedervi in momenti diversi.
Per gli utenti il vantaggio consiste nella possibilità di organizzare lo scambio secondo le rispettive disponibilità, e maggiore flessibilità; per il gestore, invece, rappresenta un utilizzo aggiuntivo da integrare nelle operazioni della propria rete, con procedure per autorizzare il ritiro, avvisare il destinatario e gestire i pacchi rimasti in giacenza.
Parcel locker per il commercio locale: il ritiro oltre gli orari del negozio
La possibilità di depositare e ritirare un bene in momenti diversi può essere utile anche al commercio locale. A Ostenda, per esempio, il progetto Bbox City Network di Bpost include il servizio Shop & Collect, attraverso cui i commercianti possono preparare gli ordini e lasciarli nei locker a disposizione dei clienti.
Il meccanismo è simile a quello dello scambio tra persone, ma viene integrato nel processo di vendita: il negoziante deposita l’acquisto e il cliente passa a ritirarlo quando gli è più comodo, anche dopo la chiusura del negozio. Il commerciante può così offrire maggiore flessibilità senza prolungare l’orario di apertura o organizzare una consegna a domicilio.
La comodità del servizio dipende però innanzitutto dalla posizione del locker. Se il cliente può ritirare l’acquisto tornando dal lavoro o mentre svolge altre commissioni, il ritiro si inserisce facilmente nella sua giornata. Se invece richiede un tragitto apposito, il vantaggio rispetto al passaggio in negozio può ridursi.
Sul piano operativo, il commerciante deve poter contare su uno scomparto disponibile quando l’ordine è pronto e il cliente deve ricevere l’avviso soltanto dopo che l’acquisto è stato depositato, insieme alle istruzioni e al termine per ritirarlo. Coordinare questi passaggi evita infatti viaggi a vuoto e permette al negoziante di offrire un servizio affidabile, anche oltre il proprio orario di apertura.
Più servizi, stessa capacità disponibile: come risolvere il problema dalla capacità?
Far convivere tutti questi servizi significa però dover anche fare i conti con lo spazio disponibile. Uno scomparto utilizzato per custodire un oggetto personale, infatti, non può, nello stesso momento, accogliere una consegna o un reso. Con l’aumentare della domanda il gestore dovrà quindi decidere quanto spazio destinare a ciascun utilizzo e per quanto tempo.
Contare gli scomparti liberi non basta. Occorre sapere quali dimensioni hanno, quando torneranno disponibili quelli occupati e quanti pacchi sono attesi nelle ore o nei giorni successivi.
Il problema diventa più evidente durante i periodi di picchi eCommerce, quando anche pochi scomparti indisponibili possono costringere a indirizzare i pacchi verso altri punti.
Queste decisioni, evidentemente, incidono anche sul risultato economico. Il ricavo di un deposito aggiuntivo va valutato insieme ai costi che può generare: dalla gestione di una giacenza prolungata alla necessità di spostare una consegna, fino all’assistenza per un cliente che non trova disponibile il punto desiderato. Aumentare gli utilizzi della rete, quindi, non garantisce da solo una maggiore redditività.
Per trovare un equilibrio il gestore può limitare la durata dei depositi, riservare una parte degli scomparti a consegne e resi, oppure ridurre la disponibilità dei servizi aggiuntivi nei periodi più intensi. Non esiste una risposta univoca. La scelta dipende dalla domanda di ciascuna area e dai tempi effettivi di ritiro, dati che permettono di capire dove ampliare l’offerta e dove, invece, preservare spazio per i flussi già serviti.
Perché l’orchestrazione è decisiva nella gestione dei locker
Per applicare queste regole occorre mettere in comunicazione chi gestisce i locker e chi li utilizza per offrire i diversi servizi. Se un commerciante deposita un ordine o un cliente prolunga la giacenza di un oggetto, la disponibilità degli scomparti cambia: questa informazione deve essere aggiornata anche nei sistemi attraverso cui vengono organizzate le consegne e accettati nuovi depositi.
In una rete condivisa, operatori logistici, retailer e gestori dell’infrastruttura devono quindi poter scambiare informazioni sullo stato delle operazioni. Un acquisto pronto in negozio non è ancora disponibile per il ritiro; uno scomparto assegnato non è necessariamente già occupato. Distinguere questi passaggi permette di inviare gli avvisi al momento corretto, autorizzare gli accessi e intervenire quando un oggetto resta nel locker oltre il termine previsto.
L’orchestrazione serve quindi a coordinare queste informazioni e ad applicare le regole stabilite per la rete. Collegando i sistemi coinvolti, consente di gestire i diversi flussi sulla base della disponibilità degli spazi e delle priorità assegnate ai servizi. Il gestore può così valutare se e dove accettare un nuovo deposito, tenendo conto anche delle consegne attese.
L’attivazione di un servizio aggiuntivo richiede comunque che il locker lo supporti, che il software gestisca le relative operazioni e che siano definiti gli accordi con il gestore della rete. Sono queste condizioni a rendere concretamente utilizzabile l’infrastruttura per esigenze diverse.
GEL Proximity e la gestione delle reti Out Of Home
Connettere reti e operatori attraverso un’unica tecnologia è il principio su cui lavora GEL Proximity. Per le consegne e i resi eCommerce la piattaforma offre accesso a oltre 1.000.000 di Locker e Punti di Ritiro tramite una sola integrazione. I merchant possono così ampliare le opzioni disponibili per i propri clienti senza sviluppare e mantenere un collegamento separato con ciascun network.
Nella logistica urbana, l’orchestratore GEL Proximity mette in comunicazione operatori e sistemi e supporta la gestione di locker automatizzati e spazi di giacenza. Permette di definire gli orari limite per le operazioni e gestire l’occupazione degli spazi necessari alla custodia della merce, coordinando i flussi che coinvolgono corrieri e operatori di ultimo miglio.
È un approccio rilevante anche per l’evoluzione delle reti verso più servizi, la cui attivazione va valutata con i gestori delle infrastrutture interessate. I casi di deposito personale e scambio locale mostrano che le possibilità esistono; per trasformarle in un’offerta affidabile occorre integrare ogni nuovo utilizzo nella gestione della rete.
La risposta alla domanda iniziale dipende quindi da questo equilibrio: aggiungere servizi può aumentare il valore dei locker quando la capacità viene gestita in modo da sostenere i nuovi utilizzi e continuare a garantire spazio a consegne e resi.
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