Nel contesto della logistica urbana, il last mile rappresenta oggi una delle sfide più complesse e strategiche, soprattutto nelle grandi città. Tra crescita dell’e-commerce, congestione del traffico e necessità di ridurre l’impatto ambientale, stanno emergendo modelli alternativi capaci di coniugare efficienza e sostenibilità. Tra questi, le consegne tramite cargo-bike si stanno affermando come una soluzione concreta e sempre più richiesta.
Abbiamo approfondito questi temi con Matteo Castronuovo, Operation Manager di Urban Bike Messengers, realtà pioniera in Italia nel settore delle consegne a impatto zero, per capire come sta evolvendo il last mile delivery e quale ruolo possono giocare modelli basati sulla prossimità e sull’innovazione operativa.
Matteo, grazie per la disponibilità. Urban Bike Messengers è stata la prima realtà di corrieri in bici in Italia: come è nata e quale bisogno del mercato avete intercettato fin dall’inizio?
UBM è nata dalla necessità di coprire una fetta di mercato totalmente scoperta, quella di consegne espresse a impatto zero e, allo stesso tempo, la volontà di creare un servizio di bike messengers altamente performante.
Quali sono i principali vantaggi delle consegne in bike rispetto ai modelli tradizionali su gomma, e in quali tipologie di consegna risultate più efficienti in termini di tempi, costi e affidabilità?
In una città come Milano, la bici – o meglio le cargo bike – sono il miglior mezzo per movimentare in tempi ristretti volumi medio piccoli. Per consegne di ultimo miglio, distribuzione parcel, consegne espresse fino a 100 kg, un servizio di bike messengers è la soluzione migliore, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per tempistiche e per limitare i problemi dati dalla congestione del traffico. La possibilità di utilizzare parchi, aree pedonali e ZTL, oltre l’estrema versatilità di mappare la città, rende la bici il mezzo più performante rispetto a modelli di consegna tradizionali.
Come sta cambiando il last mile delivery nelle grandi città come Milano, in termini di volumi, velocità di consegna e aspettative dei clienti?
Negli ultimi 15 anni il business è totalmente cambiato, sia per la crescita esponenziale dell’e-commerce, sia perchè sempre più clienti hanno capito il potenziale e il vantaggio di utilizzare una compagnia di Bike Messengers per le proprie consegne.
Quanto pesa oggi la sostenibilità nelle scelte dei clienti e che ruolo hanno soluzioni come le consegne in bici nella riduzione dell’impatto ambientale urbano?
Abbiamo notato che, più che la sostenibilità, la cosa che incide maggiormente sulla scelta dei clienti finali è la qualità del servizio. Sicuramente questi due elementi, insieme alla crescita del settore della logistica urbana, hanno determinato un impatto qualitativo positivo sull’ambiente urbano. La riduzione del traffico, la diminuzione del numero di furgoni, la (seppur minima) diminuzione dell’inquinamento, la diminuzione della pratica del “parcheggio selvaggio”, sono tutte conseguenze dirette di queste scelte. Scegliere di utilizzare una compagnia di bike messengers rispetto ad una compagnia tradizionale non è quindi semplicemente una scelta legata alla sostenibilità ambientale, ma comporta un impatto positivo sotto vari punti di vista.
Quali sono oggi le principali sfide del last mile urbano e quanto modelli basati su prossimità e hub urbani possono migliorare l’efficienza nelle città italiane?
Per quanto riguarda Milano, il limite è decisamente di visione politica. La mancanza di progetti sul lungo periodo legati alla diminuzione di mezzi inquinanti, l’irrisoria istituzione di ZTL e la pressoché totale assenza di investimenti seri sulla mobilità sostenibile sono un freno che non permette di creare dei piani di investimento strutturati e duraturi anche per la logistica tradizionale, che continua a scegliere mezzi su gomma senza valutare realmente alternative valide. Il fallimento della parziale chiusura del “quadrilatero” è un esempio plastico di come l’assenza di visione abbia creato un aumento dei furgoni e del congestionamento di quell’area, anziché creare una soluzione reale e condivisa sul lungo termine. Cambiare il modello attuale favorendo punti di prossimità e hub urbani è sicuramente una delle soluzioni più interessanti e sulle quali investire anche considerando la conformazione di Milano.
Che ruolo gioca la tecnologia nell’ottimizzazione delle consegne last mile e come gestite rotte e operatività in tempo reale?
La tecnologia gioca un ruolo importante anche a fronte dell’esigenze di tracking e gestione delle spedizioni da parte del cliente finale. Dal punto di vista delle gestione delle route, soprattutto per il servizio express e sameday, la gestione di dispatchers professionisti è ancora un valore e un livello qualitativo che difficilmente un routing automatizzato riesce a sostituire. Per quanto riguarda l’ottimizzazione delle route su servizi parcel, al momento non esistono sistemi che sappiano mappare i percorsi per bici in maniera ottimale, quindi il know-how di ogni corriere nella gestione delle spedizioni e nella gestione delle route è ancora un elemento fondamentale e non sostituibile.
Guardando al futuro del last mile delivery in Italia, quali soluzioni saranno decisive per renderlo più efficiente? Che ruolo giocheranno realtà come la vostra?
Il futuro del last mile, soprattutto tramite cargo bike, passa dalla presa di coscienza di diversi attori che non sono semplicemente gli operatori del settore, ma le amministrazioni comunali, il ministero dei trasporti e anche le parti sociali. Ridefinire gli equilibri delle consegne in ambito urbano comporta un esercizio di cambio di prospettiva e di investimenti, senza dimenticare che le città non possono più essere ostaggio di furgoni e di mezzi che limitano uno sviluppo ordinato e funzionale degli stessi processi di consegna. Ridefinire le flotte degli attuali player della logistica, dotandosi di una parte di flotta fatta da mezzi sostenibili, investire su nuove figure professionali e chiedere alle amministrazioni e al ministero di ridisegnare gli spazi urbani per agevolare una logistica sostenibile, è la vera sfida dei prossimi anni.
Siete coinvolti nel Cycle Messenger World Championships 2026 che si terrà a Milano dal 27 maggio al 1° giugno. Che valore ha questo evento per la vostra realtà e per la cultura dei bike messenger in generale?
I CMWC sono un momento importantissimo per la comunità mondiale e rappresentano la celebrazione del nostro lavoro quotidiano che non è fatto semplicemente di consegne, ma di valori condivisi e di un forte spirito di comunità legato a questa sottocultura. Per Milano, ospitare questo campionato Mondiale è il completamento di un percorso iniziato quasi 20 anni fa. Allo stesso tempo si tratta di un riconoscimento importante per il lavoro fatto dalla comunità Milanese che nel corso degli anni ha saputo strutturarsi per diventare un riferimento per la comunità Mondiale.
Ringraziamo Matteo Castronuovo per la disponibilità e vi diamo appuntamento alla prossima intervista.