Nel primo semestre 2026 l’eCommerce italiano ha generato 440 milioni di spedizioni B2C, 45,7 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il +11,6% rilevato dal Netcomm Delivery Index, realizzato con Poste Italiane, porta all’attenzione degli operatori un problema di capacità: come gestire l’aumento delle spedizioni, quindi dei pacchi, lungo l’ultimo miglio, dove ogni fermata richiede tempo, spazio e risorse?
Le reti Out-of-Home possono contribuire a dare una risposta, concentrando una parte delle consegne presso Punti di Ritiro e Locker. Per assorbire i volumi crescenti, però, occorre lavorare anche sull’organizzazione: quali spedizioni possono raggiungere ciascun punto, quanto a lungo vi restano e come vengono affidate agli operatori incaricati del servizio.
Spedizioni eCommerce in Italia: dove si concentrano i volumi
I dati del Netcomm Delivery Index non mostrano soltanto una crescita delle spedizioni eCommerce, ma anche un cambiamento nella distribuzione geografica delle spedizioni. Il Nord-Ovest concentra il 29,7% dei pacchi, guadagnando 2,6 punti percentuali rispetto al primo semestre 2025. Si riduce invece il peso relativo del Sud e del Nord-Est, che rappresentano rispettivamente il 20% e il 21,2% del totale nazionale.
Per chi pianifica la logistica dell’ultimo miglio, questa distinzione conta, e non poco. Le variazioni dei flussi richiedono infatti di verificare dove potenziare il servizio e se la capacità disponibile corrisponde alla domanda. I dati per macroarea offrono un primo orientamento. Per decidere dove attivare un punto o modificare un giro servono infatti informazioni locali, fino al quartiere e alla singola destinazione.
La densità delle consegne determina il valore dell’Out-of-Home
Consegnare più pacchi a un unico Punto di Ritiro o Locker permette al corriere di servire diversi destinatari con una sola fermata, anziché raggiungere ciascun indirizzo. Il vantaggio, però, dipende dai volumi effettivamente concentrati, dalla distanza tra i punti e dal tempo necessario per il deposito.
In altre parole, non basta che una rete sia capillare, serve che sia effettivamente utilizzata. Perché questo accada, Punti di Ritiro e Locker devono trovarsi nei luoghi frequentati dai clienti, essere selezionabili al checkout e integrati nei sistemi e nei giri di consegna dei corrieri. Sono queste le condizioni fondamentali affinché si possa trasformare la copertura territoriale in effettiva capacità di consegna.
Un mercato concentrato richiede reti capaci di gestire flussi diversi
Un altro elemento interessante che emerge dal Delivery Index è l’elevato livello di concentrazione delle spedizioni. Nel primo semestre 2026 i primi 8 merchant – Aliexpress, Amazon, eBay, Shein, Temu, Vinted, Zalando e Zooplus – hanno generato il 74% dei pacchi spediti, mentre il restante 26% è riconducibile a tutti gli altri operatori.
Quando una parte così consistente dei volumi dipende da pochi merchant, le loro scelte commerciali possono incidere sul carico di lavoro delle reti logistiche che li servono. Una campagna promozionale, per esempio, può concentrare molti ordini in pochi giorni, aumentando il fabbisogno di mezzi, personale e spazi di deposito. Per gli operatori coinvolti, conoscere in anticipo i volumi attesi e le destinazioni delle spedizioni diventa quindi essenziale per organizzare le consegne ed evitare sovraccarichi nei nodi più esposti.
Resta inoltre un 26% di volumi prodotto dagli altri operatori; una domanda che comprende eCommerce con dimensioni, accordi logistici ed esigenze differenti. Per chi offre servizi Out-of-Home, raccogliere queste spedizioni richiede quindi connessioni con più sistemi e processi compatibili con il lavoro quotidiano dei corrieri.
Dimensioni e caratteristiche dei pacchi orientano la scelta del punto di consegna
Per quanto riguarda le categorie merceologiche, abbigliamento, sport e accessori rappresentano il 22,8% delle spedizioni rilevate da Netcomm, seguiti da Health & Beauty (20,5%) e informatica ed elettronica di consumo (16,3%). Per chi organizza le consegne Out-of-Home, queste categorie comprendono però prodotti con esigenze molto diverse: un capo di abbigliamento, un monitor e un articolo sensibile alla temperatura richiedono spazi e condizioni di deposito differenti.
Per valutare quanti pacchi una rete possa assorbire, occorre quindi conoscere anche dimensioni e requisiti delle spedizioni. Un Locker può avere diversi scomparti liberi, ma nessuno abbastanza grande per il pacco in arrivo; un Punto di Ritiro può disporre di spazio per ricevere un pacco, ma non offrire le condizioni di conservazione richieste. Collegare queste informazioni alle caratteristiche dei punti è fondamentale per indirizzare la merce verso destinazioni compatibili, riducendo così il rischio di dover riorganizzare la consegna.
Giacenze e frequenza dei ritiri determinano la capacità della rete
Infine, il numero di scomparti di un locker indica quanti pacchi possono essere ospitati contemporaneamente, ma non quanti ne possono transitare nell’arco di una settimana. A determinarlo è – anche – la durata delle giacenze: finché il destinatario non ritira il proprio pacco, lo scomparto resta occupato e non può accogliere una nuova consegna. A parità di dimensioni, una postazione con ritiri più rapidi può quindi gestire un maggior numero di spedizioni.
Nei Punti di Ritiro, alla disponibilità di spazio si aggiungono gli orari di apertura e il lavoro necessario per ricevere, custodire e consegnare i pacchi ai clienti. Un aumento dei volumi deve essere compatibile con l’attività del negozio, soprattutto nei momenti in cui il ritiro degli ordini si concentra.
Anche i resi incidono sulla capacità. Dopo il deposito da parte del cliente, occupano spazio fino al prelievo del corriere.
Pianificare la rete e gestire l’aumento dei volumi richiede quindi di considerare non solo le consegne in arrivo, ma anche i tempi di permanenza e i flussi in uscita, per evitare che i punti si saturino proprio quando la domanda cresce. Prelievi più frequenti possono ridurre l’accumulo dei resi, mentre notifiche tempestive e indicazioni chiare possono favorire il ritiro degli ordini da parte dei destinatari.
Come gestire la crescita delle spedizioni con l’orchestratore last-mile
Orchestrazione last-mile: come coordinare i volumi sulle reti condivise
La crescita delle spedizioni eCommerce mette alla prova anche la capacità degli operatori di utilizzare infrastrutture comuni. Nelle reti di locker agnostici, ogni corriere pianifica le proprie consegne, ma lo spazio disponibile dipende anche dai pacchi depositati dagli altri e dai tempi di ritiro dei destinatari. Una postazione può quindi diventare un collo di bottiglia se i flussi in arrivo non vengono coordinati con la sua capacità effettiva.
Per gestire questo equilibrio, le regole di accesso e i tempi di servizio devono trovare riscontro nei sistemi che organizzano le spedizioni. Occorre stabilire a chi affidare la merce, entro quali orari possa essere presa in carico e come aggiornare le informazioni quando passa da un operatore all’altro. All’aumentare dei volumi, eventuali disallineamenti possono tradursi in affidi da riorganizzare, accumuli nei punti di deposito e ritardi sulle consegne successive.
È questo il compito dell’orchestrazione last-mile: collegare le informazioni dei diversi soggetti alle operazioni sulla rete. L’orchestratore di GEL Proximity integra più operatori logistici, gestisce gli affidi e monitora i flussi, sincronizzando i dati degli ordini tra sistemi diversi. La gestione dell’occupazione degli spazi e delle regole di cut-off – gli orari limite per la presa in carico – permette di organizzare le attività tenendo conto dei vincoli di Locker e nodi urbani. Per le reti chiamate ad assorbire più pacchi, questo coordinamento contribuisce a rendere utilizzabile la capacità distribuita sul territorio.
Con 45,7 milioni di pacchi in più in sei mesi, la crescita dell’eCommerce richiede di ripensare come vengono distribuite le consegne nell’ultimo miglio. Punti di Ritiro e Locker consentono di servire più destinatari con una sola fermata, ma il loro contributo dipende da dove si trovano, dalla rapidità con cui gli spazi tornano disponibili e dal coordinamento tra gli operatori che li utilizzano. La capacità di assorbire nuovi volumi si misura quindi nei pacchi che la rete riesce a gestire ogni giorno, mantenendo gli impegni di servizio anche quando la domanda aumenta.
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